Green economy, 4.5 miliardi per nuovi impianti: benefici anche per il lavoro

Gli investimenti in green economy da parte dell’Italia continuano ad andare avanti: il GSE stima 4.5 mld di spesa per nuovi impianti e 50mila occupati in più.

L’Italia intende continuare ad essere protagonista in Europa in quanto a sviluppo delle energie rinnovabili e riduzione delle emissioni di Co2. Nonostante il Belpaese abbia di fatto già raggiunto gli obiettivi Ue che potevano essere portati a termine nel 2020, l’intenzione del governo è comunque quella di non arrendersi e di fare sempre di più.

A dimostrare questo rinnovato impegno italiano nella green economy è uno studio del GSE sugli scenari al 2020, presentato oggi a Roma. Lo studio in questione stima che nell’attuale contesto, i consumi di energia al 2020 verranno coperti per il 18.4% del totale dalle fonti di energia rinnovabile. Un risultato che supera di quasi un punto e mezzo percentuale l’obiettivo europeo del 17% al 2020.

Inoltre, nel suo lavoro di analisi il GSE prevede che le spese relative all’esercizio e al mantenimento del parco di generazione elettrica da FER (in altri termini: impianti da fonte di energia rinnovabile) si aggireranno intorno ai 4.5 miliardi di euro annui.

Un esborso non indifferente che dovrebbe avere però delle ripercussioni positive sui posti di lavoro: i nuovi investimenti in green economy daranno un’occupazione a tempo pieno a circa 50mila persone, e parliamo nella gran parte dei casi di lavori permanenti dal momento in cui legati al ciclo di vita degli impianti e non ad un semplice intervento una tantum.

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