Parla Gentiloni: terrorismo, lavoro e Mps nella conferenza di fine anno

Alla conferenza stampa di fine anno, il premier Paolo Gentiloni ha risposto alle domande più calde del momento: dal terrorismo al lavoro, passando per Mps.

Presente alla conferenza stampa di fine anno, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha definito “un primato” il fatto che un premier fosse presente a quel tipo di conferenza ad appena 15 giorni dal suo insediamento. E nel suo discorso, Gentiloni ha ricordato che il governo in carica è nato per dare continuità all’azione politica avviata da Matteo Renzi. Da qui, la scelta di mantenere praticamente intatta la squadra di governo e la delegazione dei sottosegretari.

Interpellato sulla questione terrorismo, il premier si è detto soddisfatto per come il governo Renzi abbia lavorato sul fronte sicurezza, espellendo persone ritenute di dubbia affidabilità e mantenendo sempre alto il livello di allerta nei punti sensibili del Paese.

Sul lavoro, invece, ha riconfermato le parole del ministro Poletti: “E’ cresciuto il lavoro stabile, abbiamo ridotto le tasse, l’Italia ha più diritti e maggiore ascolto a livello internazionale”. Tuttavia, ha precisato, “non abbiamo finito e tutti devono essere consapevoli che il processo di riforme continuerà ad andare avanti nel tempo che ci resta a disposizione. Per me le parole chiave sono lavoro, Sud e giovani”.

Proprio su giovani e lavoro, Gentiloni ha difeso i voucher dall’attacco sferrato da opposizioni e sindacati: “I voucher non sono il virus che semina il lavoro nero. Ma è chiaro che bisogna correggere gli abusi in tempi rapidi”. E sul Jobs Act, non ci sono dubbi: “E’ un’ottima riforma”.

Sul caso Mps, in merito al quale sono giunte molte domande, Gentinoli ha parlato chiaro: “Il governo ha messo in sicurezza il risparmio. Abbiamo fatto il giusto e il necessario”.

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