Pesticidi e Diserbanti agricoli: a rischio le acque di tutta Italia

I punti monitorati sono pochissimi, soprattutto nel centro sud, e quei pochi in cui sono stati prelevati dei campioni sono inquinati a causa dei diserbanti agricoli: è  quanto emerso nei giorni scorsi dal rapporto nazionale dell’Ispra – L’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Allarmanti i dati nel nord Italia ed in particolare nelle aree intensamente coltivate dove la presenza di moltissimi punti di monitoraggio ha generato un grave stato di allerta.

Tra pozzi, fiumi, laghi e torrenti, centinaia i bollini rossi nella mappa disegnata dall’Ispra, tanto più intensi quanto più sviluppata è la rete di monitoraggio. Ecco i dati: il 64% delle acque superficiali controllate in tutta Italia, su 1284 punti di prelievo, contiene pesticidi così come il 32% di quelle sotterranee prelevate da 2463 pozzi di diverse regioni. Ma i numeri, se si considera che sono stati pubblicati nel 2016 ma fanno riferimento a campioni del 2013-2014, potrebbero essere attualmente anche molto peggiorati dato che dall’ultima indagine si sono registrati aumenti superiori al 20%.

Un allarme di tale portata non può più restare inascoltato e i campionamenti potrebbero essere moltiplicati nei punti già sotto controllo oltre che estesi a tutti i bacini lacustri e corsi d’acqua delle Regioni meno controllate. L’analisi dei dati di monitoraggio non evidenzia una diminuzione della contaminazione, spiega l’Ispra precisando che l’aumento di punti contaminati “si spiega in parte col fatto che in vaste aree del centro-sud, solo con ritardo, emerge una contaminazione prima non rilevata“.

Durante i controlli sono state trovate 224 sostanze diverse, “un numero sensibilmente più elevato degli anni precedenti (erano 175 nel 2012)”, dice l’Ispra, che indica “una maggiore efficacia delle indagini condotte”.

Secondo l’Ispra, 274 punti di monitoraggio delle acque di superficie hanno “concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali” e fra le sostanze off-limit c’è il glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo su cui si è in attesa di capire se sia cancerogeno o meno visto che c’è divergenza di opinioni e di cui l’autorizzazione al commercio in Europa scade a fine giugno. Ci sono poi i neonicotinoidi, ritenuti fra i principali responsabili della moria di api. Gli erbicidi sono ancora le sostanze più rinvenute, mentre è aumentata notevolmente la presenza di fungicidi e insetticidi. Nelle acque superficiali, 274 punti di monitoraggio (21,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali mentre in quelle sotterranee 170 punti (6,9% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientale.

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