Corte dei Conti: “Ue consideri le spese per i terremotati”

La Corte dei Conti chiede all’Europa di considerare le spese che l’Italia dovrà affrontare per il terremoto.

Anche se il terremoto ha colpito l’Italia in via eccezionale (se non altro per intensità e frequenza delle scosse), purtroppo il sisma è destinato a diventare un “effetto continuativo” per il bilancio pubblico. Ecco perché l’Europa non può fare a meno di considerare queste spese.

A pronunciarsi in questi termini è il presidente della Corte dei Conti Arturo Martucci nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario: “La prevenzione non è slegata dalla ricostruzione poiché non si tratta di cautelarsi contro eventi possibili, ma di programmare semmai una protezione contro effetti drammatici di eventi sismici purtroppo aventi carattere di possibile continuità”. “Di questo – ha spiegato Arturo Martucci – non può non tenersi conto anche in sede europea per gli interventi finanziari messi in campo dal governo e dal parlamento”.

La Corte si è pronunciata anche sulla ripresa della nostra economia, definita piuttosto “fragile”, soprattutto “in relazione ai vincoli di finanza pubblica che derivano all’Italia all’appartenenza all’Unione Europea dalla moneta unica”. Il suggerimento della Corte è di guardare ai prossimi tre anni con attenzione e prudenza, tenuto conto anche del possibile riorientamento della politica monetaria della Bce.

E poi c’è l’inefficienza. Claudio Galtieri ha ricordato che l’inefficienza crea “zone oscure” nelle quali si possono introdurre e nascondere conflitti di interesse e corruzione. “L’uso delle risorse pubbliche – ha spiegato Galtieri – avviene tramite procedure e meccanismi che favoriscono fenomeni distorsivi dai quali nascono inefficienze e fenomeni di natura penale”.

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