Capitali in fuga: dall’Italia via 63 miliardi in tre mesi

I capitali sono in fuga dall’Italia: in tre mesi sono andati persi oltre 63 miliardi di euro.

I capitali continuano a fuggire dal Sud Europa e a preferire mete più rassicuranti, come la vicina Germania. I numeri emersi dalla rilevazione del Target 2, il sistema dei pagamenti della Bce utilizzato tra gli Stati dell’Eurozona, dovrebbero destare qualche preoccupazione anche per il nostro Paese.

Al 31 marzo scorso, il passivo dell’Italia aveva toccato un nuovo record di quasi 420 miliardi, in aumento di 23.7 miliardi nell’arco di un mese e di 63.2 miliardi da inizio anno. Per contro, l’attivo della Bundesbank è salito di 829.75 miliardi, in crescita di 34.15 miliardi nel giro di un mese e di ben 65.5 miliardi da inizio anno. Al 28 febbraio scorso, invece, la Spagna possedeva passività per oltre 350 miliardi, circa un terzo del suo Prodotto interno lordo.

Nel commentare questi dati, Palazzo Koch ha evidenziato come questo si rifletta inevitabilmente in un aumento del ricorso degli italiani ai fondi di investimento, molti dei quali, avendo sede all’estero, si traducono in un sostanziale esproprio di capitali. Fino a qualche mese fa però era stata data una spiegazione differente al fenomeno, e cioè che la Bce, acquistando Btp per l’80% tramite la Banca d’Italia (coinvolgendo per lo più investitori stranieri), avrebbe fatto registrare un allontanamento degli asset italiani.

Al di là delle cause bisogna comunque fare qualcosa, anche perché la fuga dall’Italia di oltre 63 miliardi di euro, registrata peraltro in un solo trimestre, dà la misura di come le cose siano più serie (e diverse) rispetto a quanto vuol far credere Bankitalia.

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