Rinnovabili, Italia ha raggiunto target europei con 4 anni di anticipo

L’Italia ha già raggiunto i target europei sulle fonti rinnovabili, ma tra qualche anno le cose potrebbero peggiorare.

Nel 2016 l’Italia ha raggiunto con ben quattro anni di anticipo gli obiettivi fissati dall’Europa in merito all’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili. L’obiettivo europeo voleva che, entro il 2020, ogni Paese membro ottenesse il 17% della propria energia nazionale da fonti rinnovabili: l’Italia ha raggiunto il 17.6% già nel 2016, anche se sembra che i target al 2030 potrebbero andare incontro a qualche difficoltà (soprattutto a causa dei trasporti e del riscaldamento degli edifici che come noto rappresentano la maggior causa di emissioni di CO2).

L’analisi evidenzia tuttavia alcuni elementi di preoccupazione, come ad esempio il rallentamento registrato nella crescita delle rinnovabili, il peggioramento delle prospettive di decarbonizzazione post-2020 e il reiterato aumento dei prezzi dell’energia con importanti ripercussioni sulla competitività delle aziende nostrane.

Nonostante il calo del 5% registrato nel corso del 2016, il costo per kilowattora per le industrie italiane rimane uno dei più alti d’Europa. E la stessa dinamica la si ha con i prezzi del gas, che per quanto diminuiti, risultano comunque ben più elevati rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei.

Da questa tendenza ne escono penalizzate soprattutto le piccole utenze, che pagano il 15% in più rispetto alla media europea e che, lo scorso anno, hanno subito un ulteriore allargamento della forbice con le grandi utenze nazionali arrivando a pagare un prezzo fondamentalmente doppio.

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