Ignazio Visco: povertà in calo, ma seri rischi da protezionismo

La povertà è in calo, ma il protezionismo potrebbe mettere a rischio i risultati ottenuti negli ultimi 20 anni.

Per la prima volta nella storia, la parte di popolazione mondiale che vive sotto la soglia di povertà è scesa sotto il 10% del totale (nel 1990 era il 35%). Tuttavia questi successi potrebbero essere messi a rischio qualora il processo di liberalizzazione del commercio dovesse subire una battuta d’arresto o addirittura arretrare.

Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, in occasione del Development Committee della Banca Mondiale, tenutosi a Washington DC, ha sottolineato che l’emergere di nuove barriere “rallenta la ripresa del commercio mondiale e può mettere in discussione il modello di business dominante, basato sulle catene di valore, e compromettere quindi investimenti, innovazione e produttività”.

Secondo il titolare di via Nazionale, i rischi non riguarderebbero soltanto i Paesi poveri. Anzi, “nelle economie avanzate –  ha affermato Visco – ci sono crescenti segnali di retribuzioni stagnanti, di trasferimento di posti di lavoro e più in generale di forti disuguaglianze interne. Tutto ciò potrebbe minacciare la crescita dell’economia e ostacolare il progresso tecnico e commerciale”.

Insomma, per consolidare il generalizzato livello di benessere aumentato negli ultimi anni, secondo Visco bisognerebbe far interagire investimenti privati con politiche pubbliche. “Nei Paesi in via di sviluppo il settore privato può proporre soluzioni votate alla produttività, alla creazione di posti di lavoro e alla crescita dei redditi”, ma tutto ciò, per poter funzionare, “deve essere alimentato da politiche economiche solide, buone regolamentazioni, apertura del commercio e più dinamicità nell’innovazione”.

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