Flat tax per facoltosi e pensionati esteri: nulla di fatto

Bocciata la proposta di introdurre (anche) in Italia una flat tax per facoltosi e pensionati esteri.

L’idea c’era ed era quella di introdurre una tassazione ad hoc per attirare in Italia i facoltosi e i pensionati esteri, un po’ come hanno fatto diversi paesi europei. Ma tutto è finito con un nulla di fatto.

L’emendamento al decreto legge che contiene la manovrina è infatti stato bocciato dalla commissione Bilancio della Camera per estraneità di materia. Si tratta della stessa sorte che è toccata ad altri 900 emendamenti, su un totale di 2.600 presentati.

Tra gli emendamenti bocciati dalla commissione Bilancio anche le proposte di introdurre l’Iva agevolata su pannolini, biberon e tutti i prodotti per l’infanzia. Rimandata al mittente anche la proposta di alzare a 2mila euro la no tax area per le pensioni di reversibilità usufruite dagli orfani, così come la proposta che puntava a reintrodurre la tassa sulle barche di lusso.

Niente da fare, poi, anche agli sconti fiscali per l’abbonamento ai mezzi pubblici e agli standard da introdurre per il lavoro di guida turistica. Ma è lo stop alla norma riguardante la flat tax per i facoltosi e i pensionati esteri quello che fa più discutere.

Il tentativo di introdurre un regime fiscale agevolato per queste categorie era stato avanzato da alcuni parlamentari della ormai ex Scelta Civica: l’idea era quella di copiare quanto già in vigore in Spagna, Marocco e Portogallo che attirano ogni anno migliaia di nuovi pensionati proprio per via delle agevolazioni fiscali che vengono riservate loro.

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