Enrico Costa si dimette da ministro: “Conflitto tra ruolo e pensiero”

Il ministro degli Affari Regionali, Enrico Costa, ha rassegnato le sue dimissioni: “C’è un conflitto tra ruolo e pensiero, e non voglio ambiguità”.

Il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa ha rassegnato le sue dimissioni al presidente del Consiglio. E lo ha fatto per motivi di opportunità politica. Come spiega lui stesso in una lettera indirizzata al premier Gentiloni, il motivo delle dimissioni risiede fondamentalmente nella decisione di Costa di lasciare il partito di Alfano e di fare ritorno in Forza Italia.

Costa vuol quindi partecipare a un programma politico “che riunisca quelle forze liberali che hanno incarnato le aspirazioni di milioni di italiani che hanno sempre respinto la demagogia e gli estremismi. In questi mesi ho anche espresso il mio dissenso su alcuni provvedimenti come lo ius soli e il processo penale, e c’è chi ha fatto notare come queste mie opinioni fossero fonte di pregiudizio per il governo”.

L’ex ministro scrive di aver ricevuto “pressioni”, perché alcune sue prese di posizione sarebbero state inconciliabili con la politica di governo. Pressioni a cui però Gentiloni non ha partecipato: “Io apprezzo il fatto che tu, Presidente, abbia rispettato le mie idee – scrive Costa – ma ci sono molti altri che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero. E siccome non voglio creare problemi al governo, rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero”.

Il premier Gentiloni ha quindi accettato le dimissioni di Enrico Costa e assunto l’interim degli Affari regionali.

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