Imprese: saldo in rosso, ma aumentano le attività al Sud

Il saldo delle nuove imprese continua ad essere negativo, ma dal Sud arrivano segnali incoraggianti.

Ma è il Centro l’area in cui la natalità delle imprese riesce ancora ad essere alta, con percentuali che passano dal 7.5% al 7.7% su base annua. Nel Sud e nelle isole, così come nel Nord Est, si evince un buon incremento seppur in maniera minore, mentre il Nord Ovest è fermo ai valori dell’anno precedente.

A livello regionale, le imprese nascono soprattutto in Molise, Lazio e nella provincia autonoma di Trento, ma anche in Friuli Venezia Giulia, Calabria, Umbria, Sicilia e Sardegna. Lieve calo invece per Valle d’Aosta, Piemonte e provincia autonoma di Bolzano. In aumento le chiusure di attività a partire già dal primo anno di vita aziendale: il tasso di sopravvivenza delle imprese, a un anno dalla fondazione, si riduce infatti dall’81.1% al 76.1%.

Tuttavia, le società che riescono a rimanere in piedi per i primi tre anni di vita, sono anche quelle che poi crescono e contribuiscono alla nascita di posti di lavoro: a 36 mesi dalla nascita, le imprese occupano in media 382mila lavoratori, contro i 374mila che venivano assorbiti l’anno precedente. Ottimi propositi vertono sul mercato del lavoro, che godrà di benefici sostanziali che permetteranno di avere una crescita occupazionale pari al 2%.

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