Ryanair, i piloti alzano la testa. Antitrust apre istruttoria

Ryanair nel caos: dopo i voli cancellati, arrivano la protesta dei piloti e l’apertura di un’istruttoria Antitrust.

I piloti di Ryanair rigettano i bonus: loro, i 10 giorni di ferie, li vogliono eccome. Anzi, per approfittare del momento di caos interno alzano pure il tiro e chiedono all’azienda tutta una serie di cose. Tra queste, contratti di assunzione locali e non più irlandesi a partire dal primo gennaio 2018, nonché un miglioramento generale delle condizioni di lavoro.

Nel frattempo l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) ha ricevuto dalla compagnia aerea irlandese la comunicazione sull’impossibilità del vettore ad unirsi alla riunione convocata per la giornata di domani. Ryanair quindi sarà assente al tavolo di confronto con ENAC a causa “di impegni correlati alla gestione delle recenti cancellazioni e alla tutela dei diritti dei passeggeri”.

Tuttavia i vertici della compagnia si son detti disponibili a un incontro per i primi giorni di ottobre, e hanno assicurato, nel frattempo, che risponderanno di tutti gli obblighi previsti dalle regole comunitarie circa la messa in tutela dei passeggeri.

Ma nonostante le promesse, Ryanair è comunque finita sotto la lente dell’Antitrust. L’Autorità contesta all’azienda “le numerose cancellazioni dei voli effettuate o da effettuarsi nelle prossime settimane”, in quanto queste violazioni potrebbero configurare “una violazione di quanto scritto nell’articolo 20 del Codice del consumo”. L’accusa, in sostanza, è che il caos generato dai voli cancellati avrebbe potuto essere prevenuto visto che è sorto a seguito non di eventi eccezionali e imprevedibili, ma di cause “organizzative e gestionali già note al professionista”.

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