L’economia israeliana è una corazza inattaccabile

Se c’è un paese che nel passato e nel presente è spesso falcidiato da guerre intestine quello è proprio Israele. Nonostante ciò l’economia israeliana è tutt’altro che in crisi. Soltanto in un’occasione si era contratta per qualche mese: durante il 2006 quando scoppio la guerra tra Israele e gli Hezbollah libanesi. La ripresa fu quasi immediata e la crescita costante nel tempo, nonostante la crisi economica mondiale del 2008, che non scalfì minimamente il sistema economico del paese.

Dopo i recenti fatti di cronaca, le preoccupazioni sono solo una mera illusione per i vertici israeliani. La crescita media negli ultimi 5 anni è stata del 3% e, secondo delle stime recenti, è destinata a crescere e, nonostante le minacce del leader di Hamas, la borsa israeliana non sembra aver subito dei particolari contraccolpi.

Nonostante l’ottimismo che aleggia, non si può prevedere allo stato attuale cosa accadrà. Potrebbe scoppiare un nuovo conflitto con la Palestina oppure i disordini continueranno. I dati però non mentono: la disoccupazione si è dimezzata, i consumi sono cresciuti e gli investimenti dall’estero hanno superato i 100 miliardi di dollari.

L’unico settore che sembra accusare il colpo è quello turistico ma è anche normale considerando che il paese vive spesso e volentieri sul filo del rasoio a causa di attentati, intifade e le recenti sobillazioni. Riuscirà l’economia israeliana ad uscire nuovamente indenne da tutto questo? Staremo a vedere.

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