La siccità del Reno sta creando problemi all’industria europea

La scarsa affluenza di acqua nel fiume Reno sta creando non pochi problemi alle forniture europee di beni fondamentali quali carburante e carbone. La navigazione è resa difficile dall’acqua troppo bassa; la Svizzera ha dovuto utilizzare le scorte di emergenza di gasolio in quanto la situazione ha reso difficile la fornitura di carburante al paese. La conseguenza è stato un aumento dei prezzi presso le pompe di benzina e gasolio.

La tedesca BASF, importante azienda chimica, è stata costretta a ridurre la produzione nell’impianto più grande al mondo situato a Ludwigshafen. L’allarme è stato lanciato: le difficoltà di approvvigionamento di alcuni prodotti potrebbe causare seri problemi in tutta Europa.

L’attuale emergenza mette ancora di più in evidenza l’importanza commerciale del fiume Reno, che si estende per circa 1.200 km, utilizzato fin dai tempi del Sacro Romano Impero. Ma il problema è più possente di quanto si sia mai pensato: i livelli dell’acqua, mai così bassi dal 1920 ad oggi, sono una conseguenza diretta dei cambiamenti climatici, i quali potrebbero seriamente colpire in futuro le infrastrutture di trasporto europee.

Trovare mezzi alternativi altrettanto efficaci non è semplice. I vagoni ferroviari sono una buona alternativa, ma sono limitati in quanto a capacità. Il costo delle chiatte ha naturalmente avuto una forte impennata: in poco tempo è passato dai 4-5 dollari per tonnellata metrica a 40. Un aumento che inciderà sui consumatori. Le previsioni meteo parlano di imminenti e abbondanti piogge, ma molti vorrebbero delle vere e proprie alluvioni per risolvere il problema nel brevissimo tempo.

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