Monsanto rifiuta le avances di Bayer: “Offerta inadeguata”

Il gruppo americano Monsanto rifiuta le avances di Bayer: l’offerta è stata ritenuta “finanziariamente inadeguata”.

Monsanto respinge nuovamente le avances della tedesca Bayer, che mira a convolare a nozze col colosso americano per sfruttarne la posizione di leadership nel mercato dei semi e della chimica per l’agricoltura. La Monsanto decide nuovamente di “no” alla proposta dei tedeschi per una ragione soltanto: “L’offerta di Bayer è finanziariamente inadeguata”.

Monsanto ha diramato un comunicato stampa all’interno del quale si legge che il consiglio di amministrazione, alla sua unanimità, considera “inadeguata” l’avance di Bayer. Una inadeguatezza che è tale sia da un punto di vista finanziario, e che è per di più “insufficiente per garantire una certezza dell’operazione”. Da parte della Monsanto, insomma, “non c’è una vera garanzia in merito al fatto che la transazione possa essere cominciata o portata a termine”.

E pensare che solo pochi giorni prima la Bayer aveva alzato la sua offerta per l’unione con la Monsanto da 122 a 125 dollari per azione. Il 24 maggio scorso il gruppo americano aveva rifiutato la proposta dei tedeschi per un’offerta giudicata troppo bassa, e in quell’occasione aggiunse che si riteneva comunque “aperta a continuare una discussione costruttiva per capire se possa essere raggiunta una transazione che sia nel migliore interesse dei soci”.

Questa, dunque, non è certo la prima volta in cui Bayer si ritrova a dover ricevere un secco “no” da parte del gruppo d’oltre Oceano. Nel caso in cui le trattative dovessero andare per il verso giusto e l’acquisizione da parte dei tedeschi andare in porto, si tratterebbe però del più grande takeover dell’anno.

Una mossa simile, tra l’altro, era stata effettuata nel febbraio scorso da parte della cinese ChemChina – che controlla anche la nostra Pirelli – in merito a un accordo per l’acquisizione di Syngenta del valore di 43 miliardi di dollari; prima di lei, invece, le americane Dow Chemichal e Dupont raggiunsero un’intesa a fronte di un esborso da 130 miliardi di dollari.

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