Pil, nuova battuta d’arresto per l’Italia. Germania a +0.4%

Il Prodotto Interno Lordo italiano non cresce. Nel secondo trimestre 2016 l’economia subisce una nuova battuta d’arresto, e ora per il Governo si prospetta un agosto particolarmente caldo.

Nuova battuta d’arresto per l’economia italiana. Dopo aver liberato segnali positivi nei mesi scorsi, nel pieno dell’estate l’Italia si ritrova a dover fare i conti con un altro allarme dei conti. La crescita zero del Prodotto Interno Lordo tra aprile e giugno pesa come una spada di Damocle sul governo Renzi, che sul fronte della ripresa economica sperava di poter ottenere segnali positivi e, soprattutto, di poter trovare risorse da destinare a quel nodo pensioni che lo ha tenuto impegnato per tutta l’estate.

La crescita zero del Pil italiano costringerà ora il governo a dover rifare i conti, perché la frenata dell’economia si ripercuoterà inevitabilmente anche su un altro fronte, ovvero sui rapporti con l’Unione Europea. Poco tempo fa, infatti, Bruxelles aveva concesso flessibilità ai conti italiani solo perché le riforme e le aspettative di crescita offerte dal sistema Italia sembravano piuttosto buone.

Ma la crescita zero spegne questo entusiasmo, e rimetterà il Bel Paese nelle condizioni di dover riconquistare una fiducia in Europa che si era conquistato non con pochi sforzi.

Tutt’altro clima si respira invece in Germania, il cui Prodotto Interno Lordo è cresciuto nel secondo trimestre del 2016 di un altro 0.4%: si tratta di un dato che è persino migliore rispetto alle previsioni degli economisti i quali, invece, si aspettavano una crescita limitata a un +0.2%. Su base annua il Pil tedesco è cresciuto dell’1.8% e la Merkel, anche alla luce di ciò, continuerà ad avere il diritto di alzare la voce ogni qualvolta si parlerà di conti e di flessibilità.

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