Spagna, i timori del Tesoro: “Con l’instabilità non cresceremo”

L’impossibilità di formare un governo e l’instabilità politica interna potrebbero riportare la Spagna nella spirale della recessione. I timori del ministro Luis de Guindos.

Ultimamente la Spagna è stata presa come modello da seguire perché l’unica dei Paesi del Mediterraneo che è riuscita a riprendersi efficacemente dalla dura crisi che l’aveva colpita: i dati provenienti dall’economia iberica hanno soddisfatto a più riprese le alte sfere di Bruxelles, mentre invece Italia, Grecia e Portogallo non riescono ancora ad agganciare una vera ripresa. Tuttavia il ministro delle Finanze spagnolo Luis de Guindos, con un intervento fatto proprio poche ore fa, ha spento un po’ gli entusiasmi.

Secondo il politico, l’economia spagnola potrebbe infatti subire dei duri contraccolpi dallo stallo politico che sta tenendo in ostaggio il Paese. Effettivamente è quasi un anno che la Spagna non riesce a darsi un governo stabile e che torna per tre volte al voto senza avere ancora raggiunto una maggioranza netta in Parlamento. Nelle ore scorse, tra l’altro, il designato Mariano Rajoy si è visto respingere l’investitura a primo ministro da parte della Camera dei Deputati, e ora la situazione tenderà a farsi inevitabilmente più complessa.

Rajoy non ha di certo vinto le elezioni, ma a conti fatti è suo il partito che ha la maggioranza numerica sugli altri e che quindi avrebbe avuto titolo per governare il Paese (seppur comunque nell’ottica di una grande coalizione). E invece no.

I timori, insomma, sono legati al fatto che l’instabilità politica possa bruciare tutti gli sforzi fatti per riportare la Spagna a crescere: il governo spagnolo stima già una crescita del PIL al 2.9% rispetto al 3.2% registrato lo scorso anno.

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