Ici alla Chiesa, Tribunale Ue: “No al pagamento degli arretrati”

Il Tribunale Ue esenta la Chiesa dal pagare l’Ici non versata tra il 2008 e il 2012: lo Stato italiano perde così tra i 4 e i 5 miliardi di euro.

Il Vaticano non è tenuto a rimborsare lo Stato italiano per l’Ici non pagata nell’intervallo di tempo che va dal 2008 al 2012. La Corte di Giustizia Europea ha respinto la richiesta di far pagare alla Chiesa le rate arretrate di Ici sui suoi immobili, perché secondo i giudici europei “non c’è la dimostrazione che il regime di esenzione di cui beneficiava la Chiesa potesse causare distorsioni del mercato”.

il Vaticano tira un sospiro di sollievo, visto e considerato che questa sentenza lo esenta dal tirare fuori la bellezza di 4/5 miliardi di euro. Ma il fiscalista Carlo Pontesilli e l’ex deputato del Partito Radicale Maurizio Turco, promotori del ricorso che chiedeva alla Chiesa il rimborso dell’imposta non versata, continueranno ad andare avanti: “Ci sono gli estremi per proseguire ugualmente questa battaglia. Valuteremo se fare appello”. Secondo i promotori dell’iniziativa, insomma, questa storia “meriterebbe un passo successivo”.

La vicenda

Il contenzioso nasce nel 2006, ma solo nel 2012 la Commissione Europea condanna l’Italia per aiuti di Stato a favore degli enti ecclesiastici: l’Italia all’epoca non faceva pagare alcuna tassa a cliniche, alberghi, scuole e altre attività che la Chiesa utilizzava non per ragioni di culto, ma per trarre veri e propri profitti commerciali. Da quel momento in poi l’ordinamento legislativo italiano ha fatto passi in avanti, ma il contenzioso nasce su quanto la Chiesa non ha pagato durante gli anni di vuoto normativo.

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