Banco Popolare-Bpm, la fusione c’è: nasce la terza banca italiana

Banco Popolare e Bpm approvano il piano di fusione: entusiasmo tra i veneti, più scetticismo invece negli ambienti milanesi. Nasce così il terzo polo bancario italiano.

Dopo un continuo tira e molla, alla fine Banco Popolare e Bpm hanno approvato il progetto di fusione di cui si è parlato per molto tempo. Nasce così il terzo polo bancario italiano con all’attivo circa 4 milioni di clienti.

La fusione è stata resa possibile grazie all’ottenimento della maggioranza dei voti in entrambe le assemblee. Tuttavia se la banca veneta ha espresso il suo sì con una quasi unanimità, la notizia della fusione è stata accolta in misura un po’ più tiepida da parte dei soci di Bpm, specialmente da parte del gruppo soci pensionati che sin dalle prime battute si era detto fortemente contrario a questo piano.

In ogni caso l’amministratore delegato di Bpm Giuseppe Castagna, ha salutato positivamente la notizia affermando che questo ok alla fusione va interpretato come “un salto che guarda al futuro e non più al passato”. “Il mantenimento dell’identità e la continuazione di una tradizione lunga 150 anni ce li possiamo dimenticare se vengono da fuori a mettere le mani su Bpm”, aveva detto poco prima del voto per invitare il fronte dei contrari a riguardare la propria posizione.

In ogni caso, retroscena a parte, l’esito del voto ha portato inequivocabilmente alla nascita di un nuovo grande polo bancario che finirà per occupare una posizione di tutto rispetto nel sistema bancario nazionale. Giacomo Marino, direttore generale della Fondazione Cariverona, ha definito storica l’unione “di due banche di antica tradizione che hanno sempre lavorato sui territori più vivaci ed economicamente più forti del Paese”.

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