Italicum, il Pd trova l’accordo interno. Ma i dem restano spaccati

Il Pd raggiunge un’intesa sull’Italicum, ma la minoranza Dem resta spaccata a metà: il fronte degli scettici tiene testa.

Il Partito Democratico vara l’accordo sulla riforma della legge elettorale, ma la minoranza Dem non è ancora pienamente convinta dei compromessi raggiunti. Durante la Leopolda è arrivata la notizia della firma da parte della sinistra del Pd di un documento che porterà alla modifica dell’Italicum, una firma a cui hanno preso parte Guerini, Orfini, Zanda, Rosato e Cuperlo.

Tra i punti di cambiamento spunta l’elezione dei senatori secondo il meccanismo progettato dal ddl Fornaro-Chiti (basato su un sistema di collegi). Via libera poi al premio di governabilità che tra le altre cose porterà al superamento del meccanismo di ballottaggio ritenuto poco convincente in un sistema tripolare.

Cuperlo, da sempre colonna portante della sinistra Dem del Pd, ha affermato: “Ho sottoscritto il documento perché getta le basi per fare un passo in avanti. So bene però che l’intesa raggiunta non ricompone la frattura che si è consumata dentro e fuori il Pd”. Soddisfatto del raggiungimento di un’intesa anche il capogruppo Pd del Senato Luigi Zanda: “L’unità del Pd non è solo un valore in sé, ma da quest’oggi diventa anche un forte contributo alla stabilità dell’Italia”.

Matteo Orfini rivolge a Twitter il suo pensiero: “Abbiamo raggiunto un buon accordo sulle modifiche all’Italicum. Grazie a tutti coloro che non si sono mai rassegnati e hanno voluto lavorare per l’unità”. Ma da Zoggia, nome vicino a Bersani e Speranza, arriva una brusca frenata: “Noi andiamo avanti con la nostra campagna per il No perché gli annunci della maggioranza interna rinviano a dopo il referendum il tutto, e non si trasformano invece in nessun disegno di legge concreto”.

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