Contributi figurativi: ecco cosa sono e come influiscono sulla pensione

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Contributi figurativi: ecco cosa sono e come influiscono sulla pensione

Francesca Lombardi8 Aprile 20264 min lettura
Contributi figurativi: ecco cosa sono e come influiscono sulla pensione

I contributi figurativi sono una forma di contribuzione previdenziale che può influire significativamente sull’importo della pensione. Ti permettono di valorizzare, ai fini pensionistici, alcuni periodi nei quali non hai lavorato e quindi non hai versato contributi effettivi, ma che per legge vengono comunque considerati utili per la tua futura pensione.

Cosa sono i contributi figurativi e come si accumulano?

Quando parliamo di contribuzione figurativa, ci riferiamo a quei periodi in cui, pur non lavorando, la legge riconosce comunque l’accredito di contributi che valgono sia per il diritto che per la misura della pensione. Questi contributi vengono accreditati dall’INPS senza oneri a tuo carico e senza che tu debba versare nulla.

I contributi figurativi si accumulano automaticamente o su richiesta, a seconda delle situazioni previste dalla normativa. Rientrano tra questi, ad esempio, i periodi di maternità obbligatoria, servizio militare, cassa integrazione, disoccupazione indennizzata, congedi parentali o assistenza a familiari disabili.

In che modo i contributi figurativi influiscono sull’importo della pensione?

Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’impatto dei contributi figurativi sulla pensione. Questi periodi vengono conteggiati sia per raggiungere i requisiti minimi per andare in pensione, sia per calcolare l’ammontare della prestazione pensionistica.

L’influenza concreta può variare in base al sistema di calcolo della pensione: nel sistema contributivo, i contributi figurativi concorrono ad aumentare il montante contributivo, anche se talvolta con aliquote ridotte. Nella pratica, l’incremento della pensione può arrivare fino al 5-8% rispetto a chi non può contare su questi periodi accreditati, soprattutto se si tratta di periodi estesi.

Non tutti i periodi figurativi hanno lo stesso peso: ad esempio, i contributi da disoccupazione NASpI hanno pieno valore per la misura della pensione, mentre altri (come la malattia breve) potrebbero non incidere sull’importo ma solo sul diritto.

Chi ha diritto ai contributi figurativi? Requisiti e modalità di accesso

Hai diritto alla contribuzione figurativa se ti trovi in determinate condizioni tutelate dalla legge. Fra queste:

  • Periodo di disoccupazione indennizzata (ad esempio, NASpI o DIS-COLL)
  • Maternità e paternità obbligatorie o facoltative
  • Malattia e infortunio sul lavoro
  • Servizio militare o civile
  • Cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria
  • Congedo per assistenza a familiari disabili (Legge 104/1992)

L’accredito dei contributi figurativi spesso è automatico, come nel caso della NASpI. Altre volte, però, serve una specifica domanda all’INPS, ad esempio per il servizio militare o per periodi di congedo parentale non indennizzato.

Una delle principali normative di riferimento è la Legge n. 335/1995, che ha ampliato e regolato l’utilizzo della contribuzione figurativa, rendendo possibile recuperare diversi periodi “vuoti” dal punto di vista contributivo.

Esempi pratici: come calcolare i contributi figurativi per la pensione

Supponiamo tu abbia usufruito di 12 mesi di NASpI: questi mesi vengono accreditati come contribuzione figurativa a tutti gli effetti. Se hai invece preso un congedo parentale di 6 mesi, questi saranno aggiunti al tuo “estratto conto” previdenziale, incrementando sia l’anzianità contributiva che, in molti casi, il valore della pensione.

La valorizzazione economica di ciascun periodo dipende dalla retribuzione media di riferimento. Ad esempio, 1 anno di contribuzione figurativa derivante da maternità o NASpI può incrementare il montante contributivo di circa il 2,5-3% rispetto al totale, in base all’anzianità e alla base imponibile. Se accumuli più anni, l’effetto sul tuo assegno finale può diventare significativo.

Per calcolare concretamente il contributo figurativo:

  1. Verifica sull’estratto conto INPS i periodi accreditati.
  2. Controlla per quali periodi è stata applicata la contribuzione figurativa e con quale retribuzione/media.
  3. Somma questi periodi agli anni di lavoro effettivo: otterrai la tua anzianità contributiva totale.

Pensa a un lavoratore che, tra NASpI e congedi parentali, accumula 3 anni figurativi su 30 di lavoro effettivo: la sua pensione potrebbe aumentare fino al 7-8%, permettendogli anche di anticipare la data della pensione.

Differenze tra contributi figurativi e altri tipi di contribuzione previdenziale

Nel sistema previdenziale italiano trovi diverse tipologie di contribuzione:

  • Contributi obbligatori: versati da datore di lavoro o dal lavoratore autonomo durante il periodo di attività lavorativa.
  • Contributi volontari: versati personalmente per coprire periodi scoperti da lavoro, su domanda e con relativo pagamento.
  • Contributi da riscatto: versati per riscattare periodi particolari (ad esempio, laurea), con onere a carico del lavoratore.
  • Contributi figurativi: accreditati per legge nei periodi tutelati, senza costi diretti per il lavoratore.

A differenza dei contributi volontari o da riscatto, quelli figurativi non richiedono versamenti da parte tua. Tuttavia, il loro valore può essere, in certi casi, inferiore rispetto a quello dei contributi effettivi, soprattutto se la base retributiva di riferimento è più bassa o se il periodo figurativo ha regole specifiche (come la malattia breve).

Utilizzare correttamente i periodi di contribuzione figurativa ti consente di ottimizzare la tua posizione previdenziale, recuperando anni che altrimenti andrebbero persi e aumentando, anche in modo sensibile, l’importo della pensione finale.

Francesca Lombardi

Avvocato Civilista, Esperta in Diritto Immobiliare

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Firenze dal 2012, con studio legale specializzato in diritto immobiliare, contrattualistica e tutela del consumatore. Segue contenziosi condominiali, locazioni, compravendite e procedure di successione. Membro della Camera Civile del Foro di Firenze, scrive per rendere comprensibili norme e sentenze che impattano la vita quotidiana dei cittadini.

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