Commercio di schiavi: la comunità africana in Europa si ribella

Tutta Europa è stata attraversata nel corso di una settimana da manifestazioni di protesta; migliaia di rappresentanti si sono riuniti a Stoccolma con cartelli che dicevano: “Fermate la schiavitù ora!” e “Diritti umani per tutti”.

A Bruxelles, molti manifestati sono stati arrestati mentre marciavano attraverso la città. A Berlino invece la comunità africana si era radunata fuori dall’ambasciata libica, chiedendo alle autorità di intercedere e porre fine ai terribili crimini perpetrati nei confronti degli emigranti.

“C’è bisogno che le grandi potenze europee intervengano e che smettano anche di finanziare questi criminali libici” hanno detto in molti. Altre manifestazioni sono state organizzate a Parigi e a Roma fuori dalle ambasciate libiche.

Hamidou Anne, analista senegalese di Áfrique des Idees, ha detto che “tutti sanno ma fanno finta di non sapere”. Secondo Aliourne Tine, direttore di Amnesty International Africa, tutto ciò che riguarda rapimenti, violenze, torture e stupri in Libia sono state ben documentate. “Parliamo di schiavitù da molto tempo”, ha detto.

Tuttavia, in seguito al rilascio delle riprese effettuate di nascosto da parte della CNN in cui un gruppo di giovani africani venivano messi all’asta in un mercato vicino a Tripoli, la comunità internazionale ha reagito in modo sorpreso, come se una cosa del genere fosse fuori dal mondo; invece non lo è.

“Abbiamo bisogno di un’indagine imparziale per vedere chi sta dietro a tutto questo e come è organizzata la tratta”, ha detto Tine, aggiungendo che semplicemente “condannare” un crimine non è sufficiente.

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