Tech MediaInnovazione, gadget e futuro digitale

Cos’è il quantum computing? La risposta che chiarisce i dubbi più diffusi tra gli utenti

Davide Raspantidi Davide Raspanti· 19/08/2026 11:16
Cos’è il quantum computing? La risposta che chiarisce i dubbi più diffusi tra gli utenti

Mi ricordo ancora quando, anni fa, stavo tirando i cavi di una fibra ottica in una scuola di provincia e uno dei professori mi chiese se potevamo usare i computer per risolvere problemi che i nostri algoritmi non riuscivano neanche ad affrontare. Allora non sapevo bene cosa rispondere. Oggi, dopo aver seguito l'evoluzione della tecnologia e aver visto come l'automazione industriale ha trasformato interi settori, quella domanda ha finalmente una risposta concreta: il quantum computing.

Quando parlo di quantum computing con colleghi e amici, noto sempre la stessa perplessità negli occhi. La gente sa che esiste, ha sentito nomi come IBM e Google, ma l'idea rimane confusa, avvolta in un'aura di mistero scientifico. Voglio affrontare questa confusione direttamente, con la chiarezza che viene dall'esperienza pratica nel mondo della tecnologia.

Dalla fisica classica ai bit quantici

Per capire il quantum computing, dobbiamo prima distinguerlo da quello che usiamo tutti i giorni. Il computer tradizionale lavora con bit: unità di informazione che possono essere 0 oppure 1. È binario, assoluto, come un interruttore acceso o spento. È questo semplice linguaggio che guida tutto ciò che vediamo sullo schermo.

Il quantum computing invece funziona diversamente. Utilizza i qubit (quantum bit), e qui inizia la magia. Un qubit può essere 0, può essere 1, oppure può essere entrambi contemporaneamente. Questo stato si chiama sovrapposizione, ed è uno dei concetti che più confonde le persone. Non è che il computer non sa ancora se è 0 o 1; significa letteralmente che è entrambi fino al momento della misurazione.

Quando lavoro su progetti di automazione industriale, penso spesso a come questa proprietà potrebbe rivoluzionare l'ottimizzazione energetica. Immagina di dover trovare la configurazione migliore tra milioni di possibilità. Un computer classico le proverebbe una alla volta. Un computer quantico, grazie alla sovrapposizione, potrebbe teoricamente esplorare molte di queste configurazioni simultaneamente.

L'entanglement e il vantaggio computazionale

Ma c'è un altro elemento cruciale: l'Entanglement quantistico. Quando due qubit sono entangled, diventano collegati in modo misterioso. Misurare lo stato di uno influenza istantaneamente lo stato dell'altro, indipendentemente dalla distanza. Non è telepatia scientifica; è un fenomeno fisico reale e profondamente strano che Einstein stesso faticava ad accettare completamente.

Combinare la sovrapposizione con l'entanglement crea un vantaggio computazionale impressionante. Con soli 300 qubit entangled, il numero di stati possibili supera il numero di atomi nell'universo osservabile. È un'esplosione di possibilità che i computer classici non riescono neanche a avvicinare.

Durante i miei studi recenti sull'IA per l'ottimizzazione, ho realizzato che il quantum computing potrebbe fare per certi algoritmi di machine learning quello che la scoperta del fuoco ha fatto per l'umanità: un salto radicale nella capacità di calcolo. Problemi che oggi richiedono anni di elaborazione potrebbero essere risolti in ore.

Dove siamo oggi e quali sono i limiti reali

Ora, è importante essere onesti. Il quantum computing non è ancora pronto per il tuo smartphone, né per sostituire il tuo laptop. Siamo ancora nelle fasi iniziali, come quando io installavo quelle prime reti internet nelle scuole: il potenziale era enorme ma l'infrastruttura era rudimentale.

I computer quantici attuali soffrono di problemi significativi. La Decoerenza quantistica è uno dei più gravi: i qubit sono incredibilmente fragili. Basta una vibrazione, un cambio di temperatura, una perturbazione esterna, e la loro delicata sovrapposizione collassa. Mantenerli nello stato giusto richiede temperature vicine allo zero assoluto e isolamento quasi totale.

Inoltre, quando misuri un qubit per ottenere una risposta, la sovrapposizione scompare e rimani con un risultato singolo. Non puoi semplicemente "leggere tutti i risultati possibili" contemporaneamente. Gli algoritmi quantici devono essere costruiti molto intelligentemente per estrarre la risposta corretta con alta probabilità prima che tutto collassi.

Le aziende leader come IBM, Google e Microsoft stanno facendo progressi, ma parlare di quantum computing come di una tecnologia già matura sarebbe fuorviante. Siamo ancora nella fase di ricerca e sviluppo, dove ogni miglioramento nel numero di qubit stabili è una conquista.

Applicazioni concrete nel nostro futuro

Cosa succeederà quando avremo quantum computer veramente potenti? I settori che beneficeranno di più saranno la crittografia, la scoperta di nuovi farmaci, i materiali avanzati e l'ottimizzazione di sistemi complessi. Nel mio ambito dell'automazione industriale e dell'efficienza energetica, vedo enormi opportunità.

Immagina di ottimizzare una rete energetica nazionale con milioni di variabili e vincoli. O di scoprire batterie completamente nuove simulandone le proprietà quantistiche. O ancora, di progettare algoritmi di IA che oggi non riusciamo neanche a concepire.

Ma c'è anche il lato oscuro della medaglia: un quantum computer sufficientemente potente potrebbe violare la gran parte della crittografia che protegge i nostri dati oggi. Per questo gli enti di sicurezza globale stanno già lavorando a crittografie post-quantiche, resistenti anche a questi nuovi mostri computazionali.

Il vero significato per le persone comuni

Quello che confonde più la gente è aspettarsi un impatto immediato. Il quantum computing non cambierà il modo in cui guardiamo Netflix o usiamo Instagram. Non lo farai entrare in casa in pochi anni.

Quello che cambierà è dietro le quinte: come vengono scoperte nuove medicine, come viene ottimizzato il consumo energetico delle città, come vengono progettati i materiali del futuro. Saranno cambiamenti enormi, ma invisibili al consumatore medio.

Da quando ho iniziato a tirare cavi nelle scuole di paese fino a oggi, ho imparato che la vera innovazione non è quella che fa rumore. È quella che risolve problemi reali in modo così elegante che diventa quasi naturale. Il quantum computing è parte di questa evoluzione silenziosa ma profonda della tecnologia.

La prossima volta che sentirai parlare di quantum computing, ricorda: non è magia, non è fantascienza e non arriverà domani a rivoluzionare tutto. È una tecnologia complessa che richiede anni di ricerca, ma che ha il potenziale di affrontare sfide che oggi consideriamo irrisolvibili. E questo, sì, è affascinante.

Davide Raspanti
Davide Raspanti

Davide ha iniziato la carriera come installatore di reti internet per le scuole di paese. Oggi segue progetti di automazione industriale e sperimenta le potenzialità dell’IA per l’ottimizzazione energetica.